mercoledì 4 dicembre 2013

Il Caseificio di montagna

Eccoci di nuovo qua, dopo una settimana di assenza, a parlare di storie senza fretta.
Quella di oggi è nata grazie ad un week-end in montagna, di quelli rigeneranti fatti da un'ottima compagnia, aria buona e soprattutto cibo che in quell'aria buona ci nasce.
Verso le quattro e mezza, quando il sole già comincia a fare giochi d'ombra con le cime dei monti, arriviamo a Predazzo, in piena Val di Fiemme.
La macchina carica di aria viziata, le gambe anchilosate per il viaggio, appena apriamo le portiere veniamo svegliati dalla fresca aria di montagna.
Inspiro a fondo godendomi questo "risveglio" in una valle dove le piste da sci stanno chiudendo e la gente si rifugia nei bar per scaldarsi.
Li vedi subito, qualcuno ha lo snowboard in mano e lo porta in giro come porteresti una sagoma di cartone: sempre in piedi e ben in vista.
Qualcun altro invece ha gli scarponi da sci e cammina come se fosse appena sbarcato sulla luna.

Predazzo (TN) - Val di Fiemme
Apriamo la porta del negozio ed un forte odore mi investe, non so se definirlo odore o puzzo ma propendo razionalmente per la prima opzione dal momento che siamo in un caseificio.
Abituato ad avere sotto il naso un formaggio alla volta, tutte quelle forme dei più disparati prodotti caseari mandano in palla il mio olfatto.
Innanzitutto prendiamo una bottiglia di latte crudo, semplice come il suo contenuto, di quelle che vedi in mano ai pastorelli nei presepi. In cima si può già notare un filo di panna, segno della genuinità del prodotto.
La nostra attenzione si sposta dunque sui formaggi.
Qualcuno prende un "Puzzone" da portare a Milano, dove più che un formaggio è un aggettivo neanche troppo carino.
La signora dietro al banco ci fa poi assaggiare un formaggio stagionato e immerso qualche giorno nel vino. Non per niente lo chiamano Ciok, ciucco. La buccia infatti è scurita e il sapore è deciso. Ci convince, accompagnerà la nostra cena.
Mi guardo intorno e vedo quello che è in fin dei conti un negozio di montagna, caratteristico nella sua semplicità, molti scaffali e rifiniture in legno che ti fanno apprezzare ancor di più il calore, mentre fuori si fa buio.
I formaggi di per sé sono una storia senza fretta, a volte penso a quanto dura la loro stagionatura e mi stupisco di quante cose ho fatto io nel frattempo.
Sono prodotti che acquistati in montagna fanno un effetto ancora maggiore. In un mondo senza fretta, che culla la loro stagionatura, i rumori sono più attutiti, complice anche la neve. I monti sembrano lì apposta a fare da scudo al mondo rumoroso e frettoloso delle metropoli.

In mezzo a questa settimana ho voluto raccontarvi un quadretto di quello che è stato un rilassante week-end. La montagna è sicuramente un paesaggio ricco di spunti, chi ci va più spesso di me lo saprà bene.
Spero, come sempre, di essere riuscito ad alleggerire qualche momento della vostra giornata.
Buona settimana a tutti!

A presto,
Polo

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